DOLCEACQUA, IL BORGO CHE FECE INNAMORARE MONET

Con un nome come Dolceacqua,questo paesino in provincia di Imperia non può che evocare atmosfere languide e gentili. Un passato fatto di contese,battaglie e rivalità,prima fra tutte quella con i Grimaldi di Monaco: oggi Dolceacqua è conosciuta in tutto il mondo grazie al suo trittico Castello-Borgo-Ponte che la rendono una chicca del Ponente ligure. Incastonata tra la Provenza,le vie del Sale e il Mar Ligure la vita in città scorre lenta e silenziosa animata solo dal gorgoglio del torrente. Perfino Claude Monet si innamorò di questa cartolina che finì per essere intrappolata per sempre in alcune sue tele.

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COME ARRIVARE A DOLCEACQUA

In auto: Autostrada A10 Genova – Ventimiglia; è consigliabile uscire ai caselli di Ventimiglia o Bordighera, dai quali si imboccherà la S.S. Aurelia e poi la strada provinciale della Val Nervia. In treno: Ventimiglia dista circa 7 km ed è sede di stazione ferroviaria. Da qui si può giungere in paese con un comodo servizio bus gestito da Riviera Trasporti Linea 7 (www.rivieratrasporti.it). Aeroporto: l’aeroporto internazionale più vicino è quello di Nizza. Distanza: 50 km. http://www.nice.aeroport.fr/ . In alternativa l’aeroporto di Genova http://www.aeroportodigenova.it/.

COSA VEDERE A DOLCEACQUA

La città si trova incastonata tra le vie del sale, la Provenza e il mar Ligure, nel bel mezzo della Val Nervia: la città vive una doppia identità, quella della “Terra”, ovvero quella riva del torrente Nervia dove il tempo sembra rimasto fermo; le fa da contrappasso il “Borgo”, ovvero l’abitato moderno lungo la strada che risale la valle.

Uno dei simboli di Dolceacqua è senza dubbio il celebre Ponte Vecchio , risalente al XIV secolo: circa 33 metri di altezza unisce architettonicamente le due anime della città. E’ proprio questa costruzione, che si staglia e abbraccia il gorgoglìo del Nervia, ad essere il tratto distintivo della città: a questo scorcio meraviglioso si sono inchinati poeti ed artisti. Tra questi Claude Monet, principe dell’impressionismo francese: il pittore giunse a Dolceacqua nel 1884 e rimase stregato dal borgo ligure. E ne aveva ben d’onde visto il sapore vagamente francese della cittadina ligure: la Francia, del resto, è a pochi km da qui e lo stesso dialetto ligure subisce le influenze della lingua d’Oltralpe.

 

Abbandonate le atmosfere romantiche del Ponte, il Castello dei Doria da sempre dominante la città, l’angolo del paese che ogni giorno gode dell’ultimo raggio di sole prima del tramonto. Le stradine sassose, i cosiddetti “carruggi” si snodano intrecciandosi portandosi su e giù per la valle e conducono fino ad un circuito di chiese suggestive: Sant’Antonio Abate, la Chiesa di San Giorgio (che custodisce le tombe della famiglia Doria) e il Convento dei Padri Agostiniani.

Per ammirare il borgo dall’alto si può raggiungere l’Alta via dei monti liguri, raggiungibile dalla parte nuova del villaggio. Qui si incontra la chiesetta di San Bernardo, nota per i suoi affreschi medioveali, recentemente rimessa a nuovo.

Un altro tour interessante è quello di vagare per la città alla ricerca dei suoi famosi portali. Si susseguono nel centro storico, lavorati in pietra nera locale. Ne esistono diverse categorie di tipo religioso, allegorico, nobile. Ve ne sono numerosi di origine napoleonica che conservano la loro immutata regalità.

 

COSA FARE A DOLCEACQUA

Dolceacqua è uno di quei tipici borghi che per qualità della vita e offerta turistica si è guadagnata la nota Bandiera Arancione del Touring Club e l’inserimento nei borghi più belli d’Italia. Come tutte queste chicche italiane è un luogo da contemplare e vivere lentamente. Il modo migliore di vivere a pieno Dolceacqua è quella di percorrere i carruggi: stretti stretti e costeggiati da un caseggiato alto simulano dei boschi di pietra, Tra i vicoli ci si può imbattere in numerose enoteche dove potrete degustare il Rossese di Dolceacqua, ormai specialità DOC della Liguria.

Chi non ama il vino, invece, può vagare tra i tanti studi di pittura: l’eco del lavoro di Monet, infatti, continua a permeare la città: le loro opere, esposte in strada e davanti agli studi, adornano la città e costituiscono preziosi ricordi da portare a casa. Ma non perdete assolutamente lo Scasasse, il più suggestivo dei carruggi: un tempo questa strettissima via serviva a disorientare eventuali invasori in funzione difensiva.

Amanti del cinema, questa è per voi. Se desiderate rilassarvi cullati da immagini meravigliose, il Visionarium è il posto giusto! Si tratta di un cinema 4D realizzato nella casa privata di un cittadino. Offre una vasta scelta di docufilm di viaggio realizzati in Africa, Asia, America…arricchiti da piacevoli sottofondi di musica locale. Se vi trovate lì non perdete “4 stagioni della Liguria”, il documentario dedicato alla Liguria e alla sua mutevole bellezza. L’ambiente è magico ed ogni dettaglio è curato da Eugenio, il proprietario.

 

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Per gli amanti del buon cibo a km 0 Dolceacqua è meta ambitissima. Dagli uliveti circostanti vengono raccolte le olive taggiasche che caratterizzano l’olio extravergine di oliva Riviera Ligure Dop. Per assaporare le tipicità del luogo il 16 agosto qui si svolge la Festa della Michetta: un piccolo dolce di pasta brioches a forma ovale. Altra specialità locale sono i barbagiuai: fagottini fritti, ottenuti con pasta dei ravioli e con purea di zucca bollita con aggiunta del formaggio piccante bruss (bruzzo).

Monet fece la sua prima visita in Riviera a fine anno del 1883 in compagnia di Renoir, per sole due settimane. Fu talmente colpito dal fascino dei luoghi che appena rientrato a Giverny, manifestò subito il desiderio di ritornarci:  durante questo suo nuovo viaggio “vagabondò” per la Riviera spingendosi fino nell’entroterra della val Nervia, fino a Dolceacqua, dove dipinse il ponte e il castello e così riportò nei suoi scritti dell’epoca: “… il luogo è superbo, vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza …” . Dal 2011 il Comune di Dolceacqua ha posizionato due pannelli con la riproduzione di due quadri, nel luogo in cui Monet posizionò il suo cavalletto e li dipinse. Per sempre.

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