CALCATA: IL BORGO DEGLI ARTISTI

Considerato uno dei più incantevoli borghi laziali, Calcata sbuca letteralmente in mezzo alla Valle del Treja, aggrappata al suo sperone di roccia tufacea. Un incanto che rischiava di andare perduto è che è rinato grazie al ripopolamento da parte di artisti, artigiani e intellettuali.

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Calcata dall’alto

COME ARRIVARE A CALCATA

Calcata si trova nel Lazio, in provincia di Viterbo, a circa 40 km da Roma. Giungervi è abbastanza semplice: da Roma basta prendere la S.S. Cassia Bis (S.S. 2 bis) e proseguire finno alla svolta per Mazzano Romano-Calcata. In alternativa, percorrere la S.S. Flaminia (S.S. 3) in direzione Civita Castellana e seguire la segnaletica per Calcata-Mazzano Romano.

CALCATA: L’ABBANDONO E LA RINASCITA

A causa dei frequenti crolli dovuti alla fragilità del tufo, il paese iniziò a spopolarsi a partire dagli anni Trenta per poi essere ricostruito a 2 km di distanza (Calcata Nuova). Il borgo, tuttavia, proseguì la sua lotta contro il tempo mantenendosi intatto, evitando perfino di essere distrutto a norma di legge, provvedimento evitato per un puro cavillo legale. Fu proprio il suo isolamento , l’aspetto arcaico e fantastico, l’atmosfera fuori dal mondo ad attirare un gran numero di hippie, artisti e intellettuali a metà anni Sessanta come l’architetto Paolo Portoghesi, il primo a trasferircisi. Ed è proprio a questa comunità cosmopolita che si deve la Calcata di oggi: un nucleo multiculturale brulicante di vita, natura e bellezza, destinato a sopravvivere.

CALCATA E GLI ARTISTI

Dall’ unica porta che si apre sulle mura si accede al cuore della città. Calcata, ormai chiamata anche “borgo degli artisti” ormai non ospita solo artigiani e pittori ma anche attori e musicisti. Ed è per questo che, più che visitata, va vissuta: perdersi tra i suoi vicoli assaporando buona musica, curiosare negli studi d’arte, bighellonare tra una galleria e l’altra o fermarsi ad ascoltare una poesia recitata, sono il modo migliore di viverla, magari risiedendo in una delle tante soluzioni previste da un sistema di albergo diffuso confortevole e cheap. Tra le sue unicità artistiche vi è senza dubbio l’Opera Bosco Museo di Arte della Natura, un museo-laboratorio sperimentale all’aperto di arte contemporanea. Esteso su due ettari di bosco nella forra della Valle del Treja, consiste in un percorso di opere d’arte realizzate con i materiali grezzi della boscaglia.

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Un’artista all’opera davanti al suo studio
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Opera Bosco Museo di Arte della Natura

 

UN LANZICHENECCO A CALCATA: LA LEGGENDA DEL SANTO PREPUZIO

La leggenda vuole che nel 1527 a Calcata fu catturato un lanzichenecco reduce dal sacco di Roma, colpevole di aver depredato San Giovanni in Laterano. Catturato e detenuto qui, avrebbe portato con sé il reliquiario contenente il Santo prepuzio, custodendolo nella sua cella. Dal momento del rinvenimento della reliquia, nel 1557, la Chiesa iniziò a venerare il reperto, concedendo ai pellegrini che qui si recavano in pellegrinaggio un’indulgenza di ben 10 anni!

COSA FARE A CALCATA

Come detto sopra, a Calcata non si può che vagare. Piacevole curiosare nei negozietti d’arte e paccottiglia oppure gustare dolci da forno e buon vino in enoteca. Oppure divertirsi a curiosare al di sotto del livello delle stradine e delle piazze, ove molte case possiedono grotte spesso articolati su più piani sotterranei. Nel tempo sono state trasformate in depositi, cantine e, a volte, tombe e luoghi di preghiera. Quando la fame si fa sentire una bella sosta alla Piazzetta, il miglior ristorante di Calcata, è la scelta giusta: il loro fagioli all’uccelletto o la loro cacio e pepe vi faranno venir voglia di restare. Quando invece il sole sta per tramontare e l’aria si fa umida, godetevi un buon infuso alla Sala da tè: la proprietaria è una signora belga che offre infusi da tutto il mondo e prepara vere leccornie.

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Sala da tè

Unica regale testimonianza architettonica del tempo che fu è il Palazzo Baronale che si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II, un tempo perno della vita sociale della città. Infatti, per concessione dei suoi proprietari, la famiglia Ferrauti, accoglieva dentro diséla Scuola Elementare, l’Ambulatorio Medico e le Poste. Alla vecchia sala di rappresentanza del Palazzo sono legate, poi, tutte le antiche testimonianze familiari di Calcata: in questa stanza, infatti, si sono tenuti i pranzi di nozze di quasi tutti i cittadini, una tradizione che è durata generazioni. Nella stessa piazza, al civico n.5, si può osservare il palazzo che ospitava il vecchio Municipio, oggi riadattato a Centro Visite del “Parco Valle del Treja”, dedicato alle informazioni turistiche.

Notevole è anche la chiesa del SS. Nome di Gesù nel paese vecchio. La sua struttura risale al XIV secolo ma è stata ristrutturata nel 1793 per volontà della famiglia Sinibaldi. Nella Chiesa, costituita da un’unica navata e con il soffitto a capriate, sono custoditi un fonte battesimale, un’acquasantiera del XVI e un tabernacolo.

Un perfetto equilibrio tra presente e passato, con una fama mondiale. Un gioiello in pietra avvolto che ogni stagione cambio viso, colorandosi di volta in volta di miliardi di sfumature. Un luogo senza segnale della rete telefonica né automobili, dove il silenzio e l’isolamento del luogo rendono l’atmosfera molto suggestiva e fuori dal tempo.

 

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