Le Naiadi, la concretizzazione di un sogno

“Ma voi siete quelle tre donne che viaggiano a piedi? Ma vi ospito con piacere!”. Questa fu la nostra prima telefonata con Paola. Sarà proprio lei l’ultima sosta del nostro mini gruppo.

Il B&B Le Naiadi ci affascina per la sua creatività. Piccolo ma ben posizionato, è un tuffo nel naiadimondo dei sogni, nella musica e nella letteratura: ogni maniglia, ogni porta, ogni muro pullula delle vite che sono passate da qui. Biglietti, lettere, farfalle di carta, cornici, disegni, raccontano di questo angolino brulicante di vita. Potete scegliere tra la camera Isabelle in stile shabby chic, la Maupassant dalle pareti lilla o la De Montaigne. E’ proprio quest’ultima che ci viene assegnata. Alle pareti lo spartito del Rondo alla Turca ed un enorme planisfero. Accanto a quest’ultimo una frase che meglio non potrebbe descriverci: “Chi mi domanda ragione dei miei viaggi, rispondo spesso, che so bene da quel che fuggo ma non quel che cerco”. Ci sembra di essere capitate nel mondo delle favole.

Paola non è perugina, viene da Napoli. Lo si capisce dal suo accento, dal modo di muovere senza-titolo-1ole mani, dalle espressioni del viso. E’ una sociologa, arrivata qui tanti anni fa per fare di ciò che aveva studiato un mestiere. Magari entrare e lavorare nel sistema del welfare, in cui l’Umbria eccelle da sempre. Ma i tentativi non vanno a buon fine. Ma Paola non è tornata a casa, si è reinventata. Così nasce l’idea del b&b comprato, costruito e sistemato con la stessa freschezza d’animo che l’aveva portata, più giovane, nel capoluogo umbro.

La colazione alle Naiadi parla da sé: c’è un po’ di sud, un po’ di nord, il dolce, il salato, ma senza-titolo-3anche il bio, espressione di uno stile di vita sano e di una filosofia di vita differente da un comune b&b. Così, tra un caffè ed una fetta di torta, ci si racconta le proprie vite: ad accomunarci un passato e degli studi da umaniste. Forse una scelta di cui cinicamente ci pentiamo o ci piace solo pentircene in un momento di stanchezza. Ma invece nel sorriso di Paola anche noi più giovani forse riprendiamo coraggio.

Nessuno di noi può sapere cosa ci riserverà al senza-titolo-2vita, ma una cosa è certa: tutto quello che abbiamo messo nel nostro bagaglio, un giorno ci servirà. “Se non avessi letto tutti quei libri di filosofia o studiato sociologia, non potrei servire i cappuccini con lo stesso amore con cui lo faccio adesso”. Si, forse è proprio questo il segreto… Mettere tutto quello che si sa e che si è… All’interno di ciò che si fa. E di fronte alla crisi e al futuro incerto cosa ci ha insegnato Paola? “Alla pensione ci rinuncio, voglio solo la salute. Sennò le torte a 90 anni come ve la faccio?”

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