Reportage giorno 6: da Corciano a Resina II

img_0915Oggi la nostra tappa è molto ma molto travagliata. Dopo la notte alle Gorghe di Valmarino giungiamo via bus a Perugia. Ma attenzione, il nostro viaggio non è ancora concluso. Per cui aggireremo la capitale italiana del cioccolato per concederci una digressione verso due mete che ci incuriosivano per i loro nomi stravaganti: Casa del Diavolo e Civitella Benazzone. Raggiungiamo la prima in bus dopo un’estenuante attesa a Fontivegge che ci ha fatto letteralmente razziare il bar della stazione e perdere un appuntamento molto atteso per noi, quello con Angela Aliani delle Cantine Aliani, situate nello scenografico castello di Ramazzano – Le Pulci: sarà per la prossima volta! Così, un po’ intristite da questa rinuncia, a bordo del bus P2 raggiungiamo finalmente Casa del Diavolo. Anche qui i nostri zaini suscitano curiosità e insolite domande. Come ci siam finite qui? Facile a dirsi…


img_0925Davvero nessuno sembra sapere perché questa località si chiami così: c’è chi dice per via della presenza di un’antica casa di perdizione, chi sostiene che sia per via della distruzione portata da Annibale e le sue truppe. Noi di diabolico non ci abbiamo trovato nulla anzi: un’arietta fresca e rilassante, una quiete dolcissima e… Dei buonissimi panini con cui fare colazione! Così, rifocillateci nella diabolica piazzetta centrale, chiediamo indicazioni per la salita a Civitella Benazzone.


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Inutile dirlo… Ci prendono tutti per matte. La salita è di appena 5 km, eppure tutti ce la sconsigliano. Troppo ripida, troppo pericolosa, troppo faticosa, troppo caldo, zaini troppo pesanti… Nessuno crede nella nostra impresa, offrendoci un passaggio. Così non curanti degli avvertimenti, inizia la nostra scalata a quest’altra chicca del perugino. Curva dopo curva, chilometro dopo chilometro la valle inizia ad essere sotto di noi e noi sempre più su. Ferme, accasciate al bordo della strada e sedute in maniera poco salda sul guardrail ci ferma un’auto con tre allegri vecchietti: “Padre Michele vi sta aspettando!”. Ignare di chi sia Padre Michele ci teniamo a sottolineare che non conosciamo la zona. I vecchietti insistono “Ma si! Lui fa queste cose con le persone con gli zaini!”. Alchè, avendo capito di essere state scambiate per scout, qualcuna fra noi esclama la frase intelligente del giorno: “Ah no no, noi non siamo scout! Siamo libere professioniste!”. I nonnetti, inquietati da questa fulgida affermazione, chiudono il finestrino e si allontanano velocemente.

Avranno mica frainteso?


img_0945Nel frattempo, con le ultime forze rimaste proseguiamo la nostra scalata e finalmente, accolte dalle campane del Mezzogiorno (sarà mica Padre Michele?) entriamo trionfanti in questo borgo medioevale i cui abitanti (appena 62) vivono ancora fra le mura dell’antico castello come moderni feudatari. I nostri passi scricchiolanti sulla ghiaia svegliano tutti i cagnolini del borgo che creano un baccano unico. Noi, stanche e con gli occhi sgranati per la bellezza ci sediamo sulle cale della canonica nella piazzetta principale in attesa di una nuova amica, la prima fra le sostenitrici di Curve Italiane: Cinzia!


img_0970Cinzia, assieme a Sergio, è la proprietaria dell’Agriturismo “Il Torrente” in quel di Resina. Sarà lei ad ospitarci per la notte. Non vediamo l’ora di fare questo incontro perché ci scriviamo da mesi e da mesi sogniamo di vedere il loro piccolo paradiso. Cinzia è di passaggio da queste parti per delle commissioni e ci viene a recuperare a Civitella. Così, caricate noi tre e i nostri zaini, ci porta prima a scoprire il suggestivo borgo fantasma di Morleschio per poi dirigerci al Torrente.


img_0978Arriviamo in questa immensa tenuta, dove veniamo dolcemente assalite dai cinque cagnoloni che completano la famiglia di Cinzia e Sergio. E’ ora di pranzo e come vuole la tradizione è ora della torta al testo! C’è un bellissimo sole a riscaldarci, i Beatles di sottofondo e noi tre assieme a Cinzia, Sergio e Raz mangiamo chiacchierando. Ogni tanto qualche incursione dell’asinello Pepè porta scompiglio tra i commensali: nulla che una carota o una fetta di dolce possono risolvere! La quiete del Torrente viene sconvolta da una masnada di bambini che vengono a trovare con i loro genitori Cinzia e Sergio.

QUI IL RACCONTO DI CINZIA, SERGIO E LA LORO STORIA

img_0997Il pomeriggio scorre tra i meravigliosi racconti di Sergio: loro due infatti, vengono dal mare e fino a qualche tempo fa non immaginavano nemmeno di vivere in campagna. Un po’ prima dell’imbrunire le due Francesche partono in esplorazione del circondario: nei dintorni, infatti c’è un antica Chiesa, oggi privata, che vorrebbero raggiungere. Dopo vari tentativi virano verso il ridente paesello di Resina: Martina, infatti ha una bruttissima vescica che richiede farmaci e cure immediate. Così una volta giunte nella farmacia del paese, e dopo una serie di descrizioni della vescica degne di Carlo Verdone, si va a curiosare in città: una piccola sosta al Bar del paese dove si sta svolgendo Palermo-Juventus. Anche qui la nostra presenza suscita curiosità… Soprattutto perché siamo le uniche donne…

img_0996Il sole sta per tramontare e torniamo a grandi passi verso l’agriturismo. Come nelle migliori puntate di ER (versione bucolica) sistemiamo la ferita di Martina e ci godiamo una bellissima cena con i padroni di casa: sarà il freschetto che arriva, la serenità che sentiamo dentro e la bellissima compagnia, ma la pasta e ceci e lo spezzatino di Cinzia e Sergio saranno la ciliegina sulla torta della nostra serata; ancora mille racconti, un po’ di buona musica ed è tempo di ritirarci nelle nostre stanze. I cagnoloni dormono e anche Pepè.

Il cielo fuori è zeppo di stelle.

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