Reportage giorno 5: da Magione a Corciano

img_0848Svegliarsi al Cantico è un po’ come ritrovarsi in paradiso. Piccoli coniglietti dietro la porta delle camere, un morbidissimo letto a baldacchino nel quale rotolarsi, il profumo dell’erba appena tagliata, le farfalle i i piccoli insetti nascosti quei e lì nel fogliame, l’odore delle erbe officinali provenienti dalla spa, il profumo delle miele dal buffet della colazione…

QUI LA STORIA DI FRANCESCO E IL SUO RACCONTO

img_0868Ci godiamo un po’ della brezza mattutina ed una lunga ed abbondante colazione. Qualcosa ci dice che la strada sarà lunga e faticosa oggi! Così dopo una piacevole chiacchierata con Francesco, il proprietario, ci congediamo da lui, il suo staff e dalla cagnolona Sibilla che non ci ha lasciate un momento da sole. Inforcati i bastoncini ci dirigiamo verso la nostra nuova meta: Corciano!


img_0883Eppure l’inizio del cammino sembrava tranquillo… Una bella strada in brecciolino fino a Monticchiello… Poi un bel pezzo di comoda provinciale con sguardo sulla valle sottostante. Maciniamo chilometri tra girasoli, grandi vigneti da cui sbuca ogni tanto un incuriosito “buon viaggio”. Una piccola sosta per intervenire in diretta a Radio In Blu per raccontare il nostro cammino tra una risata e l’altra: graziosamente sedute a bordo della provinciale raccontiamo le nostre peripezie a tutta Italia mentre le auto sfrecciano allegre sulla carreggiata, con tanto di automobilisti incuriositi dalla nostra presenza.


img_0890Ma la comoda provinciale lascia spazio a nuove strade tra i poderi, il nostro incubo giornaliero. Ci imbattiamo prima nell’emissario del Trasimeno, nel quale pasticciamo i piedi, ignare di ciò ci sarebbe successo dopo. Di fronte a noi, un delizioso sottopassaggio apparentemente innocuo con giusto “un po’ di fango”, livello di allerta “e che sarà mai”. Ebbene, in quei pochi centimetri di fango son perite molte parti di noi: gli stivaletti di Francesca G., la dignità di Francesca S. e la proverbiale fashionitudine di Martina vanno a farsi benedire sotto strati di fango e urletti degni della Bella Epoque. Ed è così, in questo momento enduro delle nostre vite di viaggiatrici, che iniziamo a realizzare che…sarà una giornata difficile! Tuttavia tentiamo di salvare un po’ di femminilità dando fondo a tutte le nostre riserve di salviettine (comprese quelle intime che si sa…lasciano morbido che è un piacere) per pulire macchine fotografiche, scarpe, indumenti e quant’altro. Dobbiamo sembrare davvero un disastro vivente se un agricoltore alla guida di un trattore si ferma e, avendo pietà di noi, ci chiede se vogliamo un passaggio. Imperterrite e infangatissime decliniamo l’invito e proseguiamo verso la meta, anche questa volta ignare delle nuove scene di panico che si ripeteranno qualche minuto dopo.

I segnali c’erano tutti: impronte nel fango, fruscii sospetti, strisciatine persistenti. Ad accorgersene è Frà G. che con intuito alla Rambo si blocca sul cammino e comanda: “passatemi i bastoncini da trekking!”. Come in un tamponamento a catena all’ora di punta in tangenziale le altre due frenano dietro la coraggiosa apripista: nei paraggi c’è un bel serpentone che gioca a nascondino con noi. In puro assetto “locomotiva” superiamo anche questo ulteriore ostacolo che fa tremare le caviglie e approdiamo su una nuova strada in terra battuta, costellata da alberi di piccole mele rosse e dolcissime, che si snoda dritta dritta fino all’anello stradale che circonda la zona commerciale di Corciano. Da qui in poi, si tratta di seguire il lungo marciapiede a bordo della camionabile: fa caldissimo e ne approfittiamo per una bella sosta rifocillante. Abbiamo una gran fame e tantissima sete!

img_0894Poi, riprendiamo il cammino sino ad un sottopassaggio che ci permette di attraversare la E45 in maniera sicura per arrivare finalmente in località Valmarino. Passeremo la notte presso Le Gorghe di Valmarino, un agriturismo che offre dei bellissimi appartamenti vacanze ai piedi dell’antica Corciano. Ed è proprio negli ultimi metri che ci viene incontro il signor Giuliano a bordo del suo pick-up con pipa e nipotino al seguito: “Siete le Curve?” ci tuona da lontano, sornione. Ebbene si, anche stasera abbiamo trovato casa!

img_0897Il signor Giuliano ci scruta perbene: siamo distrutte, piene di fango e non abbiamo proprio un aspetto da globetrotter. Ci lascia le chiavi dell’appartamentino con un solo avvertimento: “niente fidanzati, niente chiasso eh!”. E si congeda da noi, in puro stile marziale. Da quell’incontro molto freddo non avremmo mai immaginato che Giuliano sarebbe diventato per noi uno dei ricordi più belli di questi 8 giorni.

QUI LA STORIA DI GIULIANO E IL SUO RACCONTO

Docce, pulizie varie, lavaggio (rocambolesco) delle scarpe, rifacimento degli zaini… Ma che si mangia questa sera a Casa Curve Italiane? Purtroppo non siamo riuscite far spesa e i supermercati son davvero lontani e noi davvero esauste. Ci viene in aiuto sua Maestà Just Eat. In nemmeno un’ oretta due pony express nelle vesti di Re Magi ci riforniscono di pizza e arancini. Così anche questa notte le Curve non andranno a letto a pancia vuota!

E domani, sveglia alle 5!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...