Reportage giorno 1: l’arrivo a Castiglione d’Orcia

Napoli, Como e Taranto, mica semplice riunire le Curve Italiane per la loro prima missione: l’Italia 14317578_10210636192651128_2588199719985577190_nè davvero troppo lunga! Il nostro primo viaggio #apiedi #dasole #acostozero ha inizio in maniera un po’ rocambolesca, con due di noi (Francesca S. e Martina) partite da Napoli la sera prima con un comodissimo autobus Flixbus e Francesca G. partita la stessa sera da Milano con un altrettanto verdissimo bus.

E’ proprio Francesca G. ad arrivare per prima a Firenze, luogo del nostro meeting, alle 2 img_0330-1di notte, costretta a girovagare per la città perché, udite udite, la stazione di Santa Maria novella resta chiusa fino alle 4.30 del mattino! Si fanno le 5.00 e anche le altre due curve raggiungono Firenze: manca poco all’alba e il nostro trio è completo!

14424856_984782121644499_4190999600350184441_oIl tempo di un caffè e si riparte subito con il treno regionale 11747 delle 6.20: ci dirigiamo a Siena, in cui arriviamo per le 7.52. Una nuova corsa per saltare sul treno diretto a Buonconvento (TR 21373 delle 8.09), che sarà la nostra porta di accesso alla Val d’Orcia. Tutti questi cambi non sono dovuti ad una passione per i treni, bensì costituiscono paradossalmente l’unico modo per raggiungere la Val d’Orcia: altri mezzi, oltre ai propri, oppure orari più comodi non esistono!

Arriviamo a Buonconvento per le 9.00 circa ed in attesa di un passaggio privato 14457363_993408947448483_1127449076785521067_ngironzoliamo per la città, dichiarata uno dei “borghi più belli d’Italia”. E’ mattina e la città ancora sonnecchia sotto la brina mattutina, mentre i locali, i bar, i negozi si rianimano pian piano dalla notte precedente, teatro della locale Sagra della Valdarbia. Sono già tra i i vicoli alcuni anziani signori incuriositi dai nostri zaini pesanti ma soprattutto dal fatto che, a differenza di molti altri viaggiatori, non stiamo cercando l’imbocco della via Francigena. Vorremo trattenerci ma alle 9.30 abbiamo appuntamento con il simpaticissimo Gianfranco Grappi, noto autista locale, che con il suo mezzo privato ci accompagnerà a San Quirico d’Orcia, facendoci risparmiare tempo e chilometri.

bnv3E’ Gianfranco che ci porta sane e salve a San Quirico d’Orcia, anno zero del nostro viaggio. Dopo alcuni preziosi consigli ci congediamo dal nostro accompagnatore e iniziamo ad esplorare il borgo. Dopo una sosta contemplativa per ammirare la Collegiata di San Quirico e Giulitta, proseguiamo sul pezzo di Francigena che si snoda per la città, oggi via Dante Alighieri, sbucando nella centrale Piazza della Libertà su cui si affaccia la Chiesa di San Francesco: sono appena le dieci e sono tantissimi i turisti e pellegrini che animano la città.


sqd3Veniamo subito attirate dagli Horti Leonini il cui ingresso si affaccia sulla stessa piazza: un giardino all’italiana costruito da Diomede Leoni nel 1540: contemplando queste originali architetture verdi ci riprendiamo dalla spossatezza del viaggio; la giornata è ancora lunga! Anche il meteo ci sorride: da una giornata uggiosa passiamo ad una bella mattinata di sole che riscalda le pietre di San Quirico ancora umide dalla pioggia dei giorni precedenti. Il sole ci riscalda e ci rinforza durante i nostri giri fra i vicoletti san quirichesi in cui scopriamo piccole abitazioni, affacci mozzafiato sulla Valle, un giardino dedicato interamente alle rose e antichi spedali.

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Il nostro primo appuntamento per pranzo è con Elisabetta dell’Osteria San Quirico, dove assaggiamo le sue prelibatezze.


dsc_4972Lasciato il locale di Elisabetta ci dirigiamo alla fine della lunga Via Dante Alighieri per andare a degustare il nostro secondo pranzo di giornata da Luciano della Locanda Fonte alla Vena, uno dei primi sostenitori di Curve Italiane che tra una prelibatezza e un’altra ci racconta la sua piccola grande storia che l’ha portato qui.


QUI LA STORIA DI LUCIANO E IL SUO RACCONTO

img_0499Tra un galletto al mattone, una zuppa di farro e dei pici all’amatriciana il tempo sembra volare e noi abbiamo un appuntamento con il bus alle 16.16 che ci farà raggiungere Castiglione d’Orcia evitando un tratto camionabile e alquanto pericoloso: siamo sulla Cassia! (Attenzione i biglietti ATM sono praticamente introvabili, perciò conviene utilizzare la comoda app per smartphone. La fermata si trova nei pressi della stazione di servizio Q8 appena usciti da San Quirico, sulla sinistra. Un ritardo di almeno 20-25 minuti è fisiologico!)


img_0506Dopo circa un quarto d’ora di curve, il bus ci lascia qualche fermata dopo rispetto all’ingresso del paese. Da lì imbocchiamo una discesa ripida che ci conduce a quella che per la prima notte sarà casa nostra: Podere Casella, dove ci attende Nadia, la padrona di casa. 

QUI LA SUA STORIA DI NADIA E IL SUO RACCONTO

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Nemmeno il tempo di lasciare i nostri cari zaini che un terribile acquazzone si abbatte su Castiglione: fortunatamente è ancora un temporale estivo che ci regala l’arcobaleno, prima, e poi una splendida luna rossa, cornice della nostra cena frugale.

Tutte a dormire, domani sveglia ore 4.00!


TUTTE LE FOTO SONO DI PROPRIETA’ DI CURVE ITALIANE E SONO PROTETTE DA COPYRIGHT
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